Siamo fatte di carta

di Floriana Porta, Anna Maria Scocozza

La poetessa Floriana Porta e l’artista Anna Maria Scocozza ci presentano un lavoro innovativo e personalissimo. Siamo fatte di carta è un progetto artistico-poetico, da cui prende il nome anche il medesimo libro, frutto di una collaborazione proficua e a forte carattere poetico.  

Riflessioni: Floriana Porta

Gentile Floriana, come nasce questo vostro progetto?

F.P «Vorrei innanzitutto raccontare qualcosa sul titolo Siamo fatte di carta. Esso nasce dalla volontà di unire due mondi, due universi: la femminilità e la carta. Un connubio artistico di due autrici, io e Anna Maria Scocozza, accomunate da una continua ricerca espressiva, poetica e spirituale. Il risultato è qualcosa che aiuta a riflettere, in modo intimo e profondo, sul rapporto tra la carta e l’anima delle donne.»

Quale è stata invece la scelta letteraria-poetica, che in certo senso sorregge l’intero progetto?

F.P «Per quanto riguarda la scelta poetica ho avuto da subito le idee chiare: volevo inserire all’interno del lavoro (poi diventato un libro) oltre a poesie di metrica libera, più tradizionali, anche haiku e baishù, vere e proprie poesie zen in miniatura. Da sempre sono affascinata dalla terra del Sol Levante. Il mio sogno è quello di fondere la disciplina interiore, tipica dell’Oriente, all’anima dell’Occidente. Considero la poesia giapponese una vera e propria disciplina spirituale: stimola una profonda connessione con le nostre emozioni, infonde maggior consapevolezza e sviluppa la percezione emotiva. Haiku e baishù rappresentano una poetica pura ed essenziale, che consiste nel condensare nello spazio di pochissime sillabe (rispettivamente 17 e 31) emozioni, attimi di vita e pensieri.»

Come è nata l’idea di associare le vostre diverse forme espressive?

F.P «Volevamo creare un testo in cui, a ogni pagina, arte e poesia si intrecciassero pienamente l’una all’altra in una misteriosa alleanza e – parola dopo parola, immagine dopo immagine – il lettore si immergesse in una dimensione del tutto inedita e coinvolgente. Abbiamo curato la parte estetica ed emozionale con rigore e grazia, dando massima importanza sia alle risonanze emotive sia alle profondità spirituali. E speriamo di aver creato un’opera originale, travolgente, densa di un luminoso e radioso stupore.»

Riflessioni: Anna Maria Scocozza

Gentile AnnaMaria, vorremmo chiedere anche a lei da dove parte la scintilla della costruzione di questo vostro progetto artistico.

A.M. S «Il lavoro sgorga da un senso intimo di sorellanza, quel legame invisibile e potente che intreccia le anime delle donne, permettendo loro di riscoprire il proprio potere, intimo e universale al tempo stesso. Non è semplice amicizia: è un sentiero condiviso, un santuario in cui l’anima respira e fiorisce, una catena di cuori che affonda le sue radici nel rispetto, nel sostegno, in un’empatia vibrante come una corda tesa di violino.

Con il mio lavoro ho cercato di celebrare questa energia collettiva e la forza primordiale della creatività femminile, tessendo le mie visioni con i versi di una sorella d’anima, la poetessa Floriana Porta, che mi ha accompagnata in questo viaggio dell’essere.»

Come nasce la sua ricerca artistico-poetica?

A.M. S «La mia arte nasce dall’incontro tra estetica ed etica, trasformando ciò che è scarto in poesia visiva. Ogni pezzo di carta riciclata si trasforma in un frammento di rinascita: credo che ciò che è dimenticato possa riscoprire bellezza e dignità. Così, raccolgo materiali abbandonati e li tramuto in indumenti poetici: scarpe che raccontano nuovi cammini, abiti che avvolgono l’anima, eco-gioielli che brillano di un nuovo inizio.

Questa ricerca va oltre la creazione visiva: è una meditazione, una trasfigurazione, dove anche le esperienze più dolorose si dissolvono per rinascere in forme nuove di raffinata bellezza.

Il riuso è un gesto d’amore e di resistenza, un canto silenzioso contro le ferite della vita, un impegno poetico a rinascere attraverso l’arte. Ogni strato di carta, fragile e riciclato, si fa custode di storie femminili, impregnato di ricordi e vissuti, simile a un tessuto delicato che si trasforma in un’armatura invisibile ma invincibile.

La farfalla, che danza leggera sulla copertina del libro (frutto del nostro lavoro congiunto), incarna pienamente il mio cammino artistico: simbolo di metamorfosi e di libertà, sospesa tra cielo e terra, attraversa abissi e si rigenera, emergendo luminosa, capace di infinite rinascite. Vorrei che la mia arte fosse come quella farfalla: un ciclo eterno di mutamento e meraviglia, un invito a trasformare ogni frammento della nostra esistenza in qualcosa che possa volare oltre il tempo, sopravvivendo a tutto.»

Può parlarci della sua ricerca su carta e moda, che nel tempo ha preso la forma del brillante progetto artistico Guardaroba poetico?

A.M. S «Guardaroba poetico rappresenta per me la mia intima voce creativa; è una collezione di opere scultoree realizzate con carta e cartone, che raccontano, attraverso la materia fragile e resistente allo stesso tempo, il mondo interiore femminile. I suoi “indumenti poetici” appaiono come oggetti comuni, ma in realtà sono veri e propri “contenitori di senso”, specchi che riflettono l’anima di chi vi si specchia, portando meraviglia e introspezione. Sono abiti da indossare con lo spirito, pezzi di vita trasfigurati in forme che evocano il quotidiano e l’immaginario. Abiti, lingerie, scarpe, tutto realizzato con carta riciclata, diventano il pretesto per meditare sul riuso e sulla rinascita creativa, trasmettendo la bellezza nascosta negli scarti della vita.»

CONNUBIO ARTISTICO: poesia e creazione materica

Le poesie di Floriana Porta

Siamo fatte di carta,
di fili ritorti,
d’ali sospese,
di fragili corazze,
di lava rovente,
di luci visionarie,
di briciole d’assenza,
di gusci fossilizzati,
di respiri millenari.

Siamo fatte di carta,
di storie perse nel tempo,
di alberi capaci di sognare,
di narrazioni e di traguardi.

Pori, piume e radici:
ecco la nostra anima!

***

non sono che polvere
in bilico sull’acqua

un angelo di pioggia,
un lupo, una farfalla

un corpo sopra un corpo
che scuote anche la morte

le pietre, le conchiglie
e i sogni che verranno

un quaderno d’altri tempi
nel tempo senza tempo

un abito di carta,
di gemme e di preludi

un bordo smarginato
in punta di poesia.

***

Quando l’esistenza si fa complessità,
vita e sogni si intrecciano,
fili e anime si rincorrono,
corpo e segni si perdono…
e ciò che resta di loro si chiama poesia.

Ogni sillaba assumerà forme insolite,
sopravviverà come un fossile imprigionato
in un dedalo di madide foglie,
insabbiate, inafferrabili
ma mai cieche ed estranee.

E quelle stesse radici si faranno preghiere,
gemme e amuleti.

***

Ho imparato a rifiorire, a ricominciare da capo
e a prendermi cura di me stessa.

A rinnovarmi, a progredire e a progettare nuove avventure,
a cambiare pelle, a trasformarmi
e a farmi tutt’uno con il cielo.

Ho imparato a seguire le traiettorie della luce
e a vivere, con pienezza, ciò che merita
di essere salvato.

A non dissolvermi come un arcobaleno
ma a mettere radici per non sentirmi più impotente
e in balia degli eventi
e a fare tesoro dei miei sogni.

A offrire alla mia vita, e alla mia anima,
un senso, un appiglio.
A non temere il tempo
e a sfidare ciò che mi è estraneo.

Ma soprattutto ho imparato ad avere nuovi occhi
capaci di stupirsi, di lasciarsi urtare
e colpire dalla bellezza.

***

prego
nel bisbigliare del vento
dove non servono le bugie

nel volo notturno delle stelle
perse, fisse, ma pronte ad evolversi

nei capogiri invisibili delle Perseidi
abbracciate ad ogni scintilla divina

nel corpo dell’universo
dove ogni giorno si celebra la poesia

***


è tempo di cullarsi
di farsi pesce e onda

di risvegliare il mare
nel mezzo di un addio

di udirne sempre il canto
all’alba di un sorriso

di non dimenticare
la vita e il suo coraggio

di concedersi speranza
in nome di un amore

di raccontare i propri sogni
fumanti di dolore

è tempo di sbocciare
di vivere nel chiarore

ognuno a modo suo
sconfiggerà la morte

***

La poesia è un cartone
sapientemente cesellato.

È una voce, un nome
che non si arrende mai.

È un fiore che indosso
tra le onde delle parole.

È una ferita fiorente
fuori e dentro di sé.

Tre haiku

la luce nutre
un sottile intreccio –
carto-frammenti

***

sentieri sacri –
si fa la poesia
con l’infinito

***

semi di libro –
l’incarnato del tempo
si fa memoria

Due baishu

tracce, metamorfosi
le parole si rincorrono

semi di desideri
dove tutto ha inizio

***

ataviche memorie
nell’estasi della distanza

sulla loro corteccia
un universo arboreo

L’arte di Anna Maria Scocozza

Abito nido. Ma gli alberi quando sognano riescono a volare. Filo di carta animato 2011
Abito poetico. Memorie di una pianta. Carta riciclata
Lingerie poetica, realizzata con carta riciclata filata e tessuta. La disubbidiente. La centratura.
Camminare la poesia. Radici 2023
Come un albero con molti fiori e foglie. Carta da imballaggio. 2023
I codici della primavera. La donna sogno. 2020
Lingerie poetica. Fiorire dentro. Carta e ramo secco. 2020
Lingerie poetica. La sposa bambina. Materiali ciciclati. 2019
Mi sono rifiorite le ferite. Portami un ago grosso che mi devo ricucire il cuore. Fumetto riciclato. 2019
Fiore. Carta riciclata

Fiori vivi ringrazia:

Anna Maria Scocozza: diplomata in Costume e Moda, ha affinato il suo sguardo artistico alla Scuola Libera del Nudo dell’Accademia di Belle Arti di Roma, proseguendo con una vasta formazione in pittura e decorazione. Ha condotto laboratori e workshop in musei, ha esplorato molteplici tecniche, dall’acquerello ai libri d’artista, fino a “Guardaroba poetico”. Le sue opere sono state esposte in prestigiose mostre collettive e personali, in Italia e all’estero, trovando dimora in musei, fondazioni e collezioni private.

Floriana Porta: poetessa e pittrice torinese. Ha pubblicato numerosi libri di poesia, haiku e tanka. Allieva di Fernando Bibollet, Antonio Carena e Nino Aimone, ha esposto nel Torinese e nell’Astigiano le sue opere ad acquerello. Attualmente collabora con diversi siti e giornali che si occupano di cultura, poesia e arte. Ha fondato nel 2017 il gruppo poetico di “Vinovo in poesia”. Nel 2022 ha creato un blog di interviste a scrittori e artisti: Le cetre dei poeti. È membro di giuria di alcuni concorsi letterari nazionali e internazionali.

http://florianaportablog.wordpress.com/

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