NATURA IN CITTÀ: dalla concettualizzazione alla collettiva fotografica

La relazione tra Natura e contesto urbano ha subito nel tempo innumerevoli cambiamenti, e ciò che prima si presentava come una semplice contrapposizione dialogante, si è trasformata in una lotta. L’urbanizzazione continua e il suo impatto sulla natura influenzano l’ambiente e le persone che lo abitano.

Nel tempo

All’inizio infatti lo spazio della natura nella città storica era circoscritto e non investiva il tessuto urbano. Nell’antica Roma per esempio i boschi, le passeggiate, i giardini e gli horti erano subordinati a edifici pubblici. Solo successivamente tali zone verdi cominciano ad assumere un ruolo autonomo. Durante le grandi trasformazioni del settecento e dell’ottocento, con la rivoluzione industriale e la crescita demografica esponenziale, muta l’assetto della città, si cancella la separazione tra dentro e fuori le mura storiche e si rende necessaria una pianificazione. Solo in tale contesto infatti la natura diviene elemento di organizzazione urbana e il verde, oltre alla sua funzione estetica, comincia ad assumere finalità differenti: tecnico-funzionali e sociali.

Oggi si assiste a un ulteriore passaggio critico, in cui la natura, dopo anni di suo utilizzo forzato come fosse un oggetto d’arredo, si ribella alla città e si re-impone con le proprie dinamiche e i propri sconfinamenti. La necessità infatti è quella di ricreare un nuovo mondo urbano in cui far convergere aspetti contraddittori. Da un lato infatti la natura è oggi parte fondamentale della pianificazione edilizia, in cui parchi, giardini, zone verdi vengono costruite ad hoc per la città che si espande verso le periferie nel tentativo di inglobarle e colonizzarle; sparisce la natura naturans e se ne sostituisce una differente. Dall’altro la natura sconfina, riappropriandosi del proprio spazio, delle proprie dinamiche, non ordinabili secondo i dettami della costruzione cittadina.

Una riflessione collettiva

Per riflettere su queste tematiche ci siamo affidati all’arte, alla fotografia nello specifico, indicendo il primo concorso fotografico in collaborazione con la libreria-casa editrice Le Storie, da sempre sensibile a tematiche socio-culturali. La fotografia infatti gioca un ruolo attivo nei processi di trasformazione del terreno urbano, rivelando verità nascoste e ritrovando un ordine all’interno del caos. La narrazione fotografica diviene testimonianza attiva di un rapporto mutato tra natura e città, nonché metafora del ruolo attuale dell’uomo nel contesto vivente. Gli artisti che hanno partecipato al concorso hanno saputo raccontare, attraverso uno sguardo personalissimo, la mutata relazione tra artificio, natura e socialità, concorrendo tali elementi tutti a creare il tessuto comune del nostro vivere e invocare una nuova consapevolezza circa gli spazi che abitiamo.

Il concorso Le Storie-Fiorivivi

I nove finalisti del concorso Le Storie-Fiorivivi, attraverso i loro scatti, hanno dato vita a una mostra collettiva in cui, con sfumature differenti, ci hanno svelato un rapporto difficile, contraddittorio e solo a volte compenetrabile tra natura e città. Il loro sguardo, scomponendosi in sfumature di senso differenti, ci obbliga a riflettere sul processo di interazione tra città, uomo e conservazione della natura, catturandone l’aspetto problematico ma soprattutto illuminando la poesia che il mondo rifrange.

Mostra fotografica: Natura in città

Gli artisti: EDOARDO AMATI, SPARTACO COLETTA, LUIGIA DE CRESCENZO, MILENA DE MATTEIS, BRUNO DI BENEDETTO, GABRIELE GALLETTI, FEDERICO MANCIOCCHI, BARBARA RUBINO, GIADA ZACCARDI

Ognuno degli artisti ha colto un aspetto del problema, ha focalizzato l’attenzione di tutti su un particolare, con creatività e talento. È stato davvero difficile il ruolo della giuria nel decretare i vincitori, perché tutti i lavori presenti alla mostra avevano una loro precisa identità artistica.

«Questa sera vogliamo omaggiare i fotografi. É stato difficile perché ogni foto dei finalisti regalava emozioni. Un piacere per gli occhi. È solo una classifica, nulla di più.» Francesca Consoli, presidentessa della giuria.

PRIMO CLASSIFICATO: Bruno Di Benedetto

“Colombi” Trastevere 1973

Un volo, un attimo, poi tutto cambia. Non sempre gradita, la presenza dei colombi nel centro storico di una grande città può avere, a volte, valenze estetiche e poetiche.

Motivazione: «Questa foto ha stimolato in noi giurati speranza. Con i suoi colombi Bruno Di Benedetto ci ha regalato un sogno, la speranza che anche in una città piena di cemento, ci sia ancora spazio per il volo di colombe, simbolo in questo scatto di apertura, di fantasia, dell’essenza della natura.» Francesca Consoli

SECONDO CLASSIFICATO: Barbara Rubino

Natura umana e frutta in città

Mercato di Al Salt (Giordania). Esiste una naturale necessità dell’uomo urbano, che vive tra asfalto e cemento, di avvicinare a sé i frutti della natura, per circondarsene, appagare i propri sensi, nutrirsene.

Motivazione: «Il lavoro di Barbara Rubino rispecchia molto la tematica del contest. Ci è piaciuta la simmetria, questo clima pacato e di tranquillità che trasmette la foto, non perdendo di vista la tematica della natura. Una foto piena di colori in cui la “natura” viene sradicata, le mele trasportate dal Südtirol alla Giordania, ma sapientemente organizzate dall’uomo, utilizzate per nutrirsene. La foto rileva un connubio e un equilibrio interessante.» Davide Terrana

TERZO CLASSIFICATO: Spartaco Coletta

Falsa relazione tra uomo e natura

Trastevere, Roma. La grande forza della natura consente alla pianta di crescere ricevendo un’acqua “virtuale”. Verità e artificio ridescrivono il rapporto tra natura e città.

Motivazione: «Abbiamo cercato di attenerci al tema, cercando di capire quale fossero le foto più aderenti al tema e quindi la selezione finale è stata frutto di un insieme di estetica e contenuto. Abbiamo scelto Spartaco Coletta, perché il suo scatto, evidenziando il connubio tra artificio e natura, espresso dalla pianta e dal murales, appare il più aderente al tema.» Flavia Sorato

Menzione speciale Roma: Gabriele Galletti

La natura in città: il presente

La natura in primo piano sembra voler ri-occupare la scena che le è sempre spettata, e che in passato è stata adombrata da ciò che oggi è archeologia urbana: il gazometro.

Motivazione: «A Gabriele Galletti va il premio speciale Roma, per aver saputo fondere con grande sensibilità la natura, il Tevere, e l’archeologia moderna, il Gazometro.» Sandro Diotallevi

Gli altri scatti della mostra

Edoardo Amati

City, water and fire

Reykjavik, ore 23.45. Nel momento che precede il tramonto estivo islandese, un fenomeno naturale inonda di fuoco e riflessi il tranquillo lago cittadino. La natura si illumina a dispetto della città.

Luigia De Crescenzo

Una “stanza” tutta per sé

Una lettrice nel Jardin Botânico de Lisboa, una dimensione quasi sospesa tra piante e vegetazione provenienti da quattro angoli del mondo, riparo dai rumori e dalle interferenze della vita cittadina

Milena De Matteis

Natura costretta

La foto fa parte di un unico lavoro fotografico volto a evidenziare il fragile equilibrio tra natura e paesaggio urbano. Una convivenza sempre più difficile in una città come Roma, dove la vegetazione è sempre confinata in spazi urbani sempre più angusti.

Federico Manciocchi

Eclissi animale

Il controllo della città sulla natura rappresenta un grave ostacolo, ma le superfici urbane non mutano le abitudini dei cacciatori notturni. Al di sotto di un raggio lunare, dettagli di entrambi i mondi.

Giada Zaccardi

Umana_mente

Un albero artificiale nel quartiere industriale Ostiense, a Roma, mostra come la natura in città non incontri più limiti. La riproduzione umana della natura si fonde e confonde col contesto urbano.

Fiori vivi ringrazia:

Le Storie libreria-casa editrice, per la collaborazione e per aver messo a disposizione lo Spazio espositivo. In particolare Stefania Stefanini e Alessandro Zangrilli.

I tantissimi artisti, professionisti e non, che hanno aderito all’iniziativa inviandoci i loro preziosi lavori, i nove finalisti, la giuria, i vincitori e tutti coloro che hanno visitato la mostra.

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