di Bruno Di Benedetto
Presso lo Spazio Le Storie di Roma, il 16 maggio è stata inaugurata la personale di Bruno Di Benedetto.
La collaborazione con l’artista parte da lontano, vincitore del primo concorso “Rivista Fiori Vivi – Casa editrice Le Storie” Natura in città, aveva già dimostrato di saper catturare l’aspetto problematico e al contempo poetico degli spazi che abitiamo.
La sua mostra fotografica, dal titolo Le forme di Lanzarote, tratteggia attraverso più di venti scatti in bianco e nero l’isola di Lanzarote, mostrandone forme e linee reali, suggerite e immaginate.


Le parole dell’artista
Forme inconsuete, singolari a volte bizzarre: l’isola di Lanzarote le mette in mostra con insolente malìa, la sua nudità glielo consente.
Vulcanica e semidesertica Lanzarote manca quasi totalmente di ciò che avrebbe occultato le sue forme ossia alberi e arbusti, dimodoché quello che può apparire un difetto diventa bellezza, armonia di materiali, piante esotiche, vigne, saline, lava e spiagge.
Più di 20 scatti su pellicola in bianco e nero ne tratteggiano l’identità.





I colori di Lanzarote sono meravigliosi, tuttavia nel mio lavoro costituivano un problema: avrebbero prevalso attraendo l’attenzione più di ogni altro aspetto. Per fare risaltare le forme è stato necessario eliminarli con l’uso del bianco e nero.
Quando fotografo mi trovo difronte alla realtà che non può essere cambiata, può soltanto essere osservata, così, con un lavoro paziente, mi aggiro per i luoghi finché non riconosco ciò che cerco; solo allora diventa necessaria la macchina fotografica per fissare l’immagine.






Cesar Manrique, artista e architetto, nato a Lanzarote che tanto della sua opera ha dedicato alla valorizzazione e alla salvaguardia dell’isola, scrisse:
«Saber ver y no mirar es la clave del conocimiento», (saper vedere e non guardare è la chiave della conoscenza).
Se quel guardare con il quale attraversiamo ogni giorno la realtà che ci circonda – come la natura, gli oggetti, le situazioni, le persone – lo dotiamo di maggiore attenzione, se ci abbandoniamo alla lentezza dello sguardo indugiando, soffermandoci, scopriamo una bellezza della quale non sospettavamo l’esistenza, celata da un guardare sbrigativo; è lì davanti a noi, la bellezza, mimetizzata in visioni che sembrano senza significato, banali, perfino sgraziate: sta a noi cercarla nell’intimità di ciò che esiste.
Il famoso fotografo Robert Adams ha scritto:
«Un fotografo può riuscire a descrivere un mondo migliore solo guardando meglio il mondo che ha davanti. Inventare, in fotografia, è laborioso quanto, nella gran parte dei casi, perverso».







Dati tecnici
Tutte le fotografie sono state realizzate con procedimento argentico usando pellicole piane (lastre) del formato 4×5” (10x15cm) e 6×6 cm.
Stampa realizzata su carta baritata ai sali d’argento.


Fiori vivi ringrazia:
Le spazio Le Storie, per aver messo a disposizione un luogo particolare, in cui ancora si lotta per la cultura come momento di crescita umana.
Tutti coloro che hanno partecipato all’evento, che hanno speso il loro tempo in nostra compagnia e hanno dimostrato affetto e ammirazione per Bruno.




