ACQUA: dalla concettualizzazione alla collettiva fotografica

Cantiamo nell’arte più della sua scarsità

«L’acqua è la sostanza da cui traggono origine tutte le cose; la sua scorrevolezza spiega anche i mutamenti delle cose stesse.» (Talete di Mileto) Già dall’origine del pensiero l’acqua si lega al vivente e alla natura, è archè, principio generativo della vita e fondamento della realtà. Come matrice universale, elemento cosmogonico, mostra in nuce il ruolo che avrebbe assunto per l’umanità intera.

Fonte di nutrimento e sopravvivenza, l’acqua disegna la storia dell’uomo e del suo destino: dai popoli primitivi alle società moderne, con la differenza che nel tempo si è perduto il rispetto per un elemento così essenziale alla nostra sopravvivenza. Per gli antichi era un bene preziosissimo, tanto da istituire danze e ritualità per propiziarne la presenza, da creare pozzi e sistemi per preservare anche l’acqua piovana e da spingere i Romani a sviluppare   splendide opere ingenieristico-architettoniche come gli acquedotti; erano consapevoli che l’agricoltura, l’allevamento e quindi la vita della comunità dipendeva da essa. Ma anche quando lo sviluppo della scienza e della medicina ne ha confermata l’importanza per la salute dell’uomo, le società civilizzate non ne hanno avuto cura, riducendo al minimo i sistemi di tutela e di controllo sullo spreco e l’inquinamento. Oggi infatti si parla di acqua solo in termini di risorsa scarsa, quando andrebbe ricentrata la sua portata nel tessuto sociale del vivente.

Ridare centralità alla natura, come al valore dell’acqua, è compito della filosofia, del pensiero etico e responsabile, della politica.

Una riflessione collettiva

Per riflettere sul valore dell’acqua ci siamo così affidati all’arte, alla fotografia nello specifico, proseguendo l’avventura già iniziata lo scorso anno con la libreria-casa editrice Le Storie, da sempre sensibile a tematiche socio-culturali. La mitologia e la religione l’hanno resa una divinità, il Cantico delle Creature l’ha definita utile e umile, preziosa e pura, i poeti l’hanno cantata e i pittori scolpita nel colore. Perché molto spesso è proprio l’arte che può aiutare, divenendo terreno di una riflessione consapevole, luminosa tematizzazione di una riforma prepolitica.

Questo l’obiettivo della collettiva, in cui dieci artisti, con le loro differenti sensibilità, hanno dato vita a una rilettura dell’Acqua e del suo simbiotico rapporto con l’umano.

La mostra collettiva

Dopo una lunga e sofferta scelta, abbiamo selezionato dieci finalisti che hanno preso parte alla mostra collettiva:

EMILIANO BOSCHETTO, SPARTACO COLETTA, SARA D’ABATE, MILENA DE MATTEIS, BRUNO DI BENEDETTO, CECILIA FIORENTINI, DANIELE LINCE, DAVIDE ONORATI, ALESSANDRA TASCINI, ANTONELLA VACCARO.

Ognuno di loro, con il proprio scatto, ha saputo leggere e interpretare il tema dell’acqua in un modo personalissimo. Abbiamo premiato i primi tre classificati, decretati dalla nostra giuria tecnica. «Per questa seconda serata rassegna, in cui gli scatti erano davvero belli, per poter decidere si siamo basati su due parametri: la qualità tecnica della fotografia, l’aderenza al tema e la particolare interpretazione artistica dello stesso.» Flavia Sorato, presidente di giuria.

PRIMO CLASSIFICATO: Emiliano Boschetto

ANTIPODI

L’acqua è sostanzialmente paradosso.
Trasparenza e riflesso. Muro e passaggio.
Superficie ed abisso. Madre e figlio.

Motivazione: «Emiliano Boschetto, con Antipodi. Siamo rimasti colpiti dalla sua interpretazione dell’acqua, come fosse uno specchio. E poi l’abbraccio tra madre e figlia è capace di addolcire una strana luce, scura, misteriosa. Bellissima, anche da un punto di vista tecnico.» Davide Terrana

SECONDO CLASSIFICATO: Milena De Matteis

FLUIRE

Fluire è stata scattata a Ostia all’altezza dello stabilimento Kursal. Si tratta di una lunga esposizione, pertanto di una fotografia lenta, meditativa, che contrasta un po’ con la velocità con cui vengono prodotte immagini al giorno d’oggi. È una tecnica che ti costringe a fermarti e a pensare. In particolar modo, a me piace dare alcuni input alla fotocamera e poi lasciare che il mare, con il suo movimento, con il suo fluire, si dipinga da sé. E ogni volta il risultato è sorprendente.

Motivazione: «Milena De Matteis, con Fluire. L’atmosfera data dalla lunga esposizione ci ha lasciato un sentimento di profondità. Lo scatto rimanda note magiche.» Flavia Sorato

TERZO CLASSIFICATO: ex-aequo Alessandra Tascini e Sara D’Abate

Alessandra Tascini

APNEA

L’apnea è l’arte di immergersi in un altro mondo, anche solo per pochi attimi. Scendere sotto la superficie significa entrare in una dimensione nuova, dove il tempo sembra rallentare e ogni respiro diventa prezioso. Il silenzio dell’acqua è impressionante, avvolge i sensi e isola da tutto ciò che è terreno. In quei momenti, ci si sente completamente a contatto con il mondo marino, un regno sconosciuto e affascinante, dove ogni movimento sembra sospeso nell’eternità. È un’esperienza intima, che ti ricorda quanto l’acqua sia potente, accogliente e misteriosa.

Sara D’Abate

GOLA DI TODRA

Una donna si appresta a raccogliere dell’acqua in un fiume inaridito. L’acqua come nutrimento per la vita.

Motivazione: «Entrambi gli scatti, in un rapporto di totale opposizione complementare, tratteggiano l’acqua. Alessandra Tascini con Apnea. La nascita dell’essere umano che parte dall’acqua e va verso la vita. Sara D’Abate con Gola di Todra. L’importanza vitale dell’acqua per l’essere umano, dal deserto secco, solo poche gocce d’acqua.» Sandro Diotallevi

Gli altri scatti della mostra

Spartaco Coletta

ARIA E ACQUA ALLO SPECCHIO

L’aria e l’acqua. Due inscindibili elementi naturali.

Bruno di Benedetto

DISEGNO NELL’ ACQUA

Isola di Lanzarote, Arrecife 2016, un elemento liquido come l’acqua, inaspettatamente, compone una elegante fantasia. Sono stato incantato dal gioco estetico così delicato.

Cecilia Fiorentini

WADE IN THE WATER

La canzone che dà il titolo all’opera, un brano spiritual, consiglia di affidarsi a Dio nel guadare i fiumi verso la libertà. I fiori, un tempo lucenti e brillanti, ora si consegnano alla libertà di non esserlo più. Peonie appassite bagnate da acqua. Foto scattata con Nikon D5100, f/6,3 -1/100 – 56,00 mm – iso1600

Daniele Lince

SETE

Fotografia di strada di persone in coda a un torèt di piazza San Carlo. Torèt è il termine comunemente adoperato per designare le tipiche fontanelle pubbliche della città di Torino, che offrono gratuiti sorsi d’acqua a chiunque.

Davide Onorati

LAGO DI ATITLÁN, GUATEMAL

Atitlán significa “in acqua”. Un luogo lontano dalla nostra casa. Immensi vulcani lo circondano, e ricordano un passato di tremende eruzioni e movimenti tellurici che hanno dato vita all’enorme caldera oggi colma di acqua. Il Volcan Tolimán imponente sullo sfondo mentre un pescatore locale rema lentamente riportando tutto ad una dimensione intima e umana.

Antonella Vaccaro

IL SORPASSO

Una ragazza sfida tutti i suoi compagni di classe di sesso maschile e si tuffa per prima. Il senso di libertà che ne deriva è immenso.

Fiori vivi ringrazia:

Le Storie libreria-casa editrice, per la collaborazione e per aver messo a disposizione lo Spazio espositivo. In particolare Stefania Stefanini e Alessandro Zangrilli.

La giuria: Francesca Consoli (fotografa d’arte professionista), Sandro Diotallevi (regista di teatro), Flavia Sorato (storica dell’arte e graphic designer), Davide Terrana (fotografo e videomaker professionista).

I tantissimi artisti, professionisti e non, che hanno aderito all’iniziativa inviandoci i loro preziosi lavori.

I dieci finalisti e tutti coloro che hanno visitato la mostra.

Gilda Yoko Diotallevi, direttrice di Fiorivivi. Grazie a tutta la redazione e alle persone che lavorano con e per la Rivista Fiori Vivi con dedizione e passione.